5 per mille nel 2019

Quando si avvicina la scadenza per la compilazione della dichiarazione dei redditi si sente spesso parlare del 5xMille, ma non tutti sanno a cosa si riferisce questa dicitura e soprattutto a cosa serve. In questo articolo vi spiegheremo come funziona il sistema del 5xMille, come inserirlo correttamente nelle dichiarazioni dei redditi e se sono previste delle novità per il 2019.
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Il 5 per mille: definizione e principali caratteristiche

Prima di analizzare quali sono le novità introdotte per il 2019, è necessario comprendere il significato di 5xMille e cosa comporta per il contribuente inserirlo nella dichiarazione dei redditi. Il 5xMille è una misura fiscale introdotta per consentire ai contribuenti di destinare una quota dell’IRPEF ad enti che svolgono un ruolo nelle attività di volontariato, promozione sociale o attività sportive, ma anche ad enti che si occupano di ricerca scientifica e sanitaria. La quota da destinare è per l’appunto il 5xMille dell’IRPEF e differisce dall’8xMille che invece può essere destinato a una delle confessioni religiose presenti in Italia (Chiesa Valdese, Chiesa Cattolica, ecc.). La formula del 5xMille è stata introdotta per consentire al contribuente di sostenere attività particolarmente utili e di scegliere in piena autonomia dove destinare parte della quota IRPEF.

Novità 5 per Mille 2019

Le modalità di compilazione del 5xMille rimangono le stesse anche per il 2019, ma è stata introdotta un’interessante novità: sarà possibile destinare la quota IRPEF anche agli enti gestori delle aree protette.

Tra le caselle che il contribuente potrà barrare per destinare il 5xMille è stata aggiunta anche quella relativa al sostegno e al finanziamento degli enti o delle associazioni che si occupano della gestione e della valorizzazione delle aree protette. Come sempre è possibile indicare il codice fiscale dell’ente gestore delle aree protette, sempre se registrato nell’elenco fornito dall’Agenzia delle Entrate.

Come indicare il 5 per Mille nella dichiarazione dei redditi 2019

Per poter destinare il 5xMille ad una associazione di volontariato o a un ente no profit avete a disposizione due opzioni:

  • barrare una delle caselle corrispondenti alle diverse destinazioni (ad esempio: sostegno alla ricerca scientifica e all’Università o finanziamento alla ricerca sanitaria);
  • inserire il Codice Fiscale dell’ente a cui si vuole destinare il 5xMille.

 

Elenco 5 per Mille

Per poter indicare precisamente l’ente con finalità di volontariato o promozione sociale a cui destinare il 5 per Mille 2019 è stato stilato un elenco consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nell’elenco confluiscono sia gli enti che hanno già provveduto negli scorsi anni all’iscrizione nell’apposita lista, ma anche quelli che provvederanno ad iscriversi per l’anno 2019. A partire dal 29 marzo gli enti no profit potranno provvedere alla nuova iscrizione nell’elenco e il termine ultimo è stabilito il 7 maggio 2019, salvo proroghe. Nel caso in cui vi siano delle variazioni nella denominazione dell’ente o siano stati trasmessi dei dati errati, gli enti iscritti all’elenco devono inviare all’Agenzia delle Entrate un apposito modulo (reperibile sul sito dell’Agenzia) e inviarlo tramite raccomandata A/R o PEC (posta elettronica certificata) entro e non oltre il 21 Maggio. L’elenco definitivo viene pubblicato il 25 Maggio per poter consentire ai contribuenti di indicare con precisione il codice fiscale a cui destinare il 5 per mille.

Iscrizione all’elenco del 5 per mille

Per poter comparire nell’elenco del 5 per mille 2019 è necessario iscriversi esclusivamente tramite procedura telematica. L’iscrizione avviene attraverso il software reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere utilizzato da coloro che sono iscritti ai servizi Entratel o Fisconline o da degli intermediari autorizzati all’utilizzo di questo apposito servizio. La domanda di iscrizione deve pervenire entro e non oltre il 7 maggio 2019 e se negli anni successivi non vi sono modifiche o variazioni, tale iscrizione sarà permanente. La pubblicazione dell’elenco degli enti che vogliono beneficiare del 5 per mille viene resa disponibile per tutti i contribuenti a partire dal 25 maggio 2019. Gli elenchi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate vengono suddivisi per categoria per facilitare le scelte del contribuente, inoltre vengono indicati sia gli enti ammessi che quelli esclusi. Nell’elenco vengono indicati con precisione anche gli importi ricevuti e come sono stati investiti tali somme, una trasparenza che consente al contribuente di scegliere con precisione a quale ente più meritevole sia da destinare il proprio 5 per mille.

La rendicontazione per il 5 per mille

Per una maggiore trasparenza, nel 2008 è stato introdotto l’obbligo per gli enti che vogliono beneficiare del 5 per mille della rendicontazione. Trascorso un anno dall’incasso delle quote del 5 per mille, gli enti beneficiari devono stilare un rendiconto dettagliato di come sono state usate le somme ricevute. L’obbligo di rendicontazione e della relazione illustrativa è obbligatorio per i beneficiari del 5 per mille, qualsiasi sia l’importo percepito. Nella relazione illustrativa bisogna descrivere in maniera puntuale e precisa come sono state utilizzate tutte le somme percepite, quali sono stati gli interventi o i progetti che sono stati realizzati con il contributo del 5 per mille, inoltre bisogna indicare con precisione tutti i costi sostenuti per attivare i suddetti progetti. Per poter stilare con precisione e senza commettere errori o imprecisioni il rendiconto del 5x mille, sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è possibile scaricare l’apposito modulo e informarsi sulla corretta compilazione leggendo le linee guida per la rendicontazione.

Per gli enti che hanno percepito un importo pari o superiore ai 20mila euro è obbligatorio trasmettere il rendiconto, la relazione illustrativa, un documento di identità del legale rappresentante e eventuali altri allegati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Se invece il contributo è inferiore ai 20mila euro, gli enti beneficiari non devono trasmetterlo al Ministero ma conservarlo presso la propria sede legale per almeno 10 anni, nel caso in cui vengano disposti dei controlli fiscali. Se dalla rendicontazione emergono irregolarità o il contributo non è stato debitamente speso per i fini previsti di utilità sociale, l’ente dovrà restituire entro 60 giorni le somme ricevute.

Dichiarazione dei redditi 2019

È opportuno sottolineare che la scelta del 5 per mille deve essere fatta obbligatoriamente sul modello della dichiarazione dei redditi per l’anno 2019, semplicemente compilando l’apposita sezione presente sul modello 730. È opportuno sottolineare che si può scegliere di destinare sia il 5 per mille che l’8 per mille, visto che indicano un prelievo della quota dell’IRPEF destinate a due finalità completamente diverse.

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