Come destinare il 5 per mille alla ricerca scientifica

      La dichiarazione dei redditi e il cinque per mille

      Con la presentazione della dichiarazione dei redditi, attraverso il modello 730 precompilato, il modello 730 non precompilato e il modello Redditi Persone Fisiche del 2017 è possibile scegliere di destinare una piccola parte delle imposte pagate a enti e associazioni che siano iscritti nell’apposito registro per ricevere il cinque per mille

      Ogni 1000 euro di tasse pagate, 5 vengono erogati a favore di organizzazioni di vario genere indicate dal contribuente. Si tratta di una quota dell’Irpef che viene rivolta alle attività di interesse sociale. Non vi è alcun obbligo, ma è una opportunità per sostenere progetti che sono ritenuti importanti per chi effettua la dichiarazione e per la comunità.

      A definire l’elenco degli enti ammessi alla ricezione dei contributi e a stabilire le modalità con cui destinare la somma è la Legge di stabilità. Non si deve confondere tale procedura con quella dell’otto per mille, destinato alle confessioni religiose riconosciute dallo Stato.

      Il cinque per mille esiste dal 2006, anno in cui è stata istituita per legge la possibilità di aiutare, con una parte delle tasse, enti benefici rispettosi di determinati requisiti. Tutte e due le formule consentono di fare beneficenza con le tasse, ma hanno una destinazione fiscale differente.

      La ricerca scientifica finanziata con il cinque per mille

      Tra le varie realtà a cui si può fare la donazione della piccola quota di tasse ci sono enti appartenenti a vari settori, tra cui quelli della ricerca scientifica, abbinati alla ricerca universitaria e sanitaria.

      Si tratta di enti e associazioni che svolgono un ruolo importante nell’individuazione di sistemi innovativi per la risoluzione delle principali problematiche della società. Grazie al sostegno delle persone che concedono loro una parte delle tasse pagate allo stato, possono portare avanti i loro progetti e raggiungere i risultati prefissati.

      Secondo apposite procedure, l’Agenzia delle Entrate esamina le istanze e la documentazione per verificare che le organizzazioni della ricerca scientifica siano in regola per l’inserimento nell’elenco dei beneficiari e quindi pubblica l’elenco aggiornato.

      Le modalità di destinazione del cinque per mille

      La volontà di sostenere la ricerca scientifica si manifesta apponendo il codice fiscale del beneficiario e una firma nell’apposita pagina del modello per la dichiarazione dei redditi.

      Le modalità, nello specifico, sono due:

      • si sceglie il settore di interesse sociale, quindi la ricerca scientifica, e si firma la casella apposita all’interno del modello 730 o del modello Unico, a seconda della tipologia del documento da presentare;
      • nel caso si conosca con precisione l’ente a cui destinare il proprio contributo, nella medesima casella, oltre alla firma, bisogna scrivere il codice fiscale dell’istituto scelto.

      Nel primo caso lo Stato raccoglie i fondi destinati alla ricerca scientifica e li distribuisce agli enti del settore, mentre nel secondo caso finanzia specificatamente quello indicato dal contribuente.

      La segnalazione del cinque per mille

      Si deve tenere presente che la somma destinata a un ente specifico non rientra tra le donazioni, ma si tratta di una segnalazione rivolta allo Stato perché devolva una parte dell’Irpef incassata all’organizzazione scelta dal contribuente oppure a un determinato settore.

      Ciò significa che non si può usufruire di alcuna detrazione, solitamente concessa a chi fa beneficenza verso una certa tipologia di organizzazioni. Il motivo è dovuto al fatto che tale versamento non costituisce una spesa, perché le tasse vanno pagate obbligatoriamente e la somma deriva dall’ammontare dovuto allo Stato.

      La ricerca scientifica come scelta responsabile

      Gli ambiti d’intervento a cui destinare il proprio contributo sono molti, ma la ricerca scientifica costituisce certamente un ambito importante per trovare nuove terapie, cure sperimentali, nuove vie di sviluppo per aiutare la crescita della società e in particolare per dare una mano ai giovani di oggi che saranno adulti domani e potranno affrontare la vita con maggiore sicurezza.

      Il cinque per mille donato alla ricerca scientifica viene riconosciuto dallo Stato secondo progetti specifici che devono essere presentati e rendicontati con apposita documentazione. Gli uffici competenti verificano e quindi concedono i fondi come indicato dai contribuenti.

      L’Agenzia delle Entrate provvede a calcolare l’ammontare totale destinato a ogni ente, così come procede a contare i fondi che i contribuenti hanno deciso di devolvere a un settore e non a un preciso ente. A quel punto distribuisce i fondi, sempre con lo stesso metodo di verifica dei progetti, in maniera paritaria a tutte le realtà componenti da lista della ricerca scientifica. Ovviamente si tratta di enti ammessi al ricevimento del cinque per mille.

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