Gli elenchi di presentazione del 5 per mille 2019

GLI_ELENCHI_DI_PRESENTAZIONE_2019

Nel corso degli ultimi quindici anni, lo Stato Italiano ha introdotto una serie di normative e procedure di legge volte alla tutela di tutte quelle organizzazioni, riconosciute dagli enti statali, come ad esempio il 5 per mille, che rientra all’interno delle procedure delle imposte sul reddito, più comunemente nota come IRPEF. Questo procedimento viene regolamentato dal TUIR, ossia il massimo testo che si interessa di regolamentare le imposte per quanto concerne i cittadini dello Stato Italiano e tutte le Istituzioni che afferiscono allo stesso. Il 5 per mille viene dedotto dall’ultima dichiarazione dei redditi, e consiste in un contributo volontario del cittadino per tutte le associazioni riconosciute dalle autorità statali e che soddisfino una serie di caratteristiche specifiche. In particolare, questo supporto economico fornito dal singolo contribuente viene indirizzato dallo stesso presso uno specifico ente, fornendo una somma pari, per l’appunto, al cinque per mille del valore dell’IRPEF dichiarato dal cittadino allo Stato.

Questo meccanismo di fondo distingue, dunque, questo particolare tipo di prestazione economica da quello che caratterizza l’otto per mille, il cui ammontare viene destinato dallo Stato alle istituzioni della Chiesa Cattolica in modo arbitrario, in virtù di accordi precedenti fra le massime cariche dell’Italia e del Vaticano. Di conseguenza, mentre nel secondo caso le istituzioni rivestono un ruolo cruciale nella scelta dell’ente cui destinare uno specifico ammontare di denaro, per quanto concerne il cinque per mille, lo Stato funge da mezzo tramite il quale direzionare più flussi economici verso più associazioni.

Per ciò che è stato detto in precedenza, naturalmente, l’ammontare economico che viene destinato ad una specifica associazione dipende dalla dichiarazione dei redditi del singolo cittadino, motivo per cui se la stragrande maggioranza dei contribuenti si indirizza verso un settore, oppure un singolo ente, lo Stato Italiano potrebbe scegliere di destinare fondi (esterni a questo specifico sussidio) alle associazioni che possono beneficiare del cinque per mille, in misura diversa rispetto a quella originale. Dal punto di vista costituzionale, questa particolare forma di donazione verso uno specifico ente viene considerato come un sussidio diretto da un singolo soggetto (o se consideriamo il fenomeno complessivo, da un gruppo di soggetti) verso un’associazione precisa, purché questa risulti idonea per beneficiare del cinque per mille.

Le condizioni per beneficiare del 5 per mille

Non tutte le associazioni possono beneficiare del cinque per mille, motivo per cui è opportuno comprendere quali siano le condizioni tramite cui si può rientrare negli elenchi di presentazione del 2019. Secondo le più recenti normative promulgate dallo Stato Italiano in tal senso, i criteri per cui è possibile essere selezionati come beneficiari del contributo trattato nel corso di questa breve guida, sono i seguenti:

  • Appartenenza ad un ente che si occupa di beneficenza e volontariato
  • Appartenenza ad un ente afferente al Ministero della Ricerca o al Ministero dell’Istruzione
  • Appartenenza ad un ente afferente al Ministero della Salute
  • Appartenenza ad un ente che si occupa di attività di stampo marcatamente sociale
  • Appartenenza ad un ente afferente all’ambito sportivo di stampo dilettantistico
  • Appartenenza ad un ente che si occupa della diffusione della cultura sul territorio, e della promozione di eventi legati all’ambito artistico, sponsorizzati dal Ministero dei Beni Culturali
  • Appartenenza, in generale, ad un ente che non hanno come scopo il guadagno

Conseguentemente a quanto appena detto, affinché un’associazione risulti eleggibile per quanto concerne il cinque per mille, deve appartenere ad una di queste classi, oltre a dover essere regolarmente iscritta presso un apposito registro che fornisce l’intero elenco di tutti gli enti presso i quali è possibile destinare i fondi del cinque per mille. A queste associazioni, infatti, verrà rilasciato un certificato che attesta l’appartenenza a questo specifico albo, di modo che non vi siano diatribe di natura legale, per quanto concerne queste transazioni economiche.

Scadenze per la scelta dell’ente cui destinare il cinque per mille

È fondamentale precisare che, per poter offrire il proprio contributo personale ad una specifica associazione, il cittadino deve inoltrare il modulo contenente la richiesta entro due possibili date limite: nel primo caso, entro la fine del mese di Aprile dell’anno relativo alla comunicazione della dichiarazione dei redditi presso il responsabile del proprio luogo di lavoro che si occupa di tale mansione; nel secondo caso, entro la fine del mese di Maggio, inoltrando il modulo compilato presso il patronato della propria regione, in particolar modo il CAF, oppure ad un addetto che adempia alla funzione di mediatore o rappresentante di questo ente statale.

Per quanto concerne le associazioni che ricevono questo sussidio volontario, queste devono informare lo Stato dell’avvenuta ricezione della somma di denaro entro un periodo massimo di trenta giorni; in virtù del fatto che più soggetti possano inoltrare il proprio cinque per mille presso la stessa associazione, è possibile che lo Stato indirizzi i fondi a questa in un’unica soluzione, motivo per cui, se non si adempie a questa scadenza, è possibile presentare un resoconto economico entro la fine del mese di Marzo dell’anno in corso, di modo da non andare incontro ad eventuali sanzioni di natura pecuniaria.

Nell’ambito di queste scadenze, i periodi di tempo e le date citate sono considerate valide anche per quanto riguarda eventuali notifiche legate a correzioni o rettifiche nelle informazioni contenute nei moduli inoltrati allo Stato. Il font da compilare, infine, ossia quello che costituisce il resoconto economico relativo alla ricezione del cinque per mille, è presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che si occupa del controllo sulla legalità di questo genere di transazioni economiche e di stilare un bilancio complessivo degli enti che ricevono questi sussidi.

 

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