8 per mille e 2 per mille: cosa sono

Durante la compilazione del modello precompilato 730 dell’Agenzia delle Entrate, è possibile destinare ad enti ed organizzazioni, allo Stato o alla Chiesa, una percentuale dell’imposta Irpef calcolata sul proprio reddito. Le opzioni di destinazione denominate 8 per mille, 5 per mille e 2 per mille dell’Irpef, non sono da considerarsi maggiorazioni delle imposte dovute e non si escludono fra loro, essendo pertanto tutte esprimibili contemporaneamente.

L’otto per mille

Ogni contribuente può scegliere liberamente se destinare o meno una somma pari all’8 per mille del gettito Irpef ad una delle destinazioni presenti nell’apposita lista redatta dalla Agenzia delle Entrate e presente sul sito internet ufficiale dell’agenzia stessa. È possibile erogare l’8 per mille in favore dello Stato, incaricato di riutilizzare i proventi per scopi umanitari e sociali; alla Chiesa Cattolica, libera di riutilizzare i fondi a fini caritativi o religiosi; all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, all’Unione Buddhista Italiana, a quella Evangelica Valdese, Battista, Luterana, Induista, Ortodossa, all’Unione Italiana delle Chiese Avventiste del settimo giorno, alle Assemblee di Dio in Italia, alla Chiesa Apostolica.

La ripartizione dei fondi tra le differenti istituzioni, avviene in proporzione al numero delle scelte indicate durante la compilazione del modello. L’otto per mille fu introdotto per la prima volta dall’articolo numero 47 della legge 222 del 10 maggio del 1985. Tale legge è da ritenersi figlia del precedente concordato del 1984, firmato dalla Santa Sede e dallo Stato Italiano.

Il due per mille

Una quota dell’imposta sul reddito può essere destinata ad un partito politico. La quota in essere è pari al due per mille e i partiti cui devolvere la percentuale, figurano fra tutti quelli iscritti nella sezione del registro loro dedicata. La Commissione di garanzia degli statuti è incaricata di trasmettere all’Agenzia delle Entrate una lista di partiti politici aventi i requisiti fondamentali. Il due per mille è una novità introdotta nel 2013, dal decreto legge numero 149.

I sistemi relativi all’otto per mille e al cinque per mille prevedono che, anche nel caso di mancata destinazione volontaria, la percentuale venga comunque ridistribuita fra enti ed istituzioni religiose. Questo non è il caso del due per mille, nel quale vige la scelta chiara del contribuente di destinare i fondi ad uno dei partiti politici presenti in lista.

La scheda relativa alla destinazione politica del due per mille, può essere scaricata dal sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o da quello del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La scheda è formata da due sezioni. Nella prima andranno inseriti i dati anagrafici del contribuente; nella seconda campeggia, invece, la lista dei partiti politici ai quali è possibile destinare la quota. Ogni contribuente interessato potrà optare per un solo partito e la scelta andrà espressa mediante l’apposizione delle propria firma all’interno del riquadro posto al fianco del partito destinatario. Se la scelta verrà fatta mediante scheda telematica, andrà apposto un semplice segno grafico in luogo della propria firma.

Le schede in formato cartaceo andranno consegnate al datore di lavoro o al CAF, entro normali buste per la corrispondenza, appositamente sigillate. In caso si voglia consegnare la propria scheda del due per mille al CAF, sarà opportuno apporre sulla busta la dicitura “destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef”, insieme al proprio codice fiscale e ai propri nome e cognome.

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